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un professore di diritto costituzionale che scrive un blog che non dovrebbe occuparsi di diritto costituzionale

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martedì, 22 luglio 2008

Chi li ha sciolti? (Tesi di laurea)

home_laureaSi è già scritto che le tesi di laurea sono una delle corvèe accademiche più fastidiose.
Inutilmente fastidiose.
Più simili ad una celebrazione che ad un esame.
Ma sono anche dei momenti antropologicamente interessanti.
O meglio: possono offrire degli scorci di osservazione antropologica piuttosto inusuali.
Tipa sui quaranta anni.
Colpisce: è più vecchia di te, che hai già maturato l'anzianità per essere alla destra del presidente di Commissione.
Vestita come una perfetta donna in carriera.
Tailleur grigio ferro, rigatino a sveltire un fisico che ha visto tempi migliori, foulard d'ordinanza.
Piglio oratorio rapido e decisionista.
Non dà il tempo di intervenire: ci sta vendendo la sua tesi.
Introduzione moraleggiante: Ho preso coscienza con questo lavoro delle potenzialità culturali della attività che svolgo e che si basa sui seguenti assets etici, data mining accurato e selettivo, basket di prodotti differenziato ed eticamente avanzato, un targeting pervasivo della clientela, il fine tuning del basket in base al targeting, pull down e drill down (non ho capito che cosa significhi) ... In sintesi dal mio lavoro ho potuto apprendere che il CRM (customer relationship management, credo) non è un tool di gestione delle campagne ma una cultura aziendale gerarchicamente trasversale e mirata al servizio del cliente ...
Domanda: Ma, mi scusi, Lei di cosa si occupa?
Recupero crediti nel settore del credito al consumo.
Gulp.
Una attività pervasivamente etica.
lunedì, 02 giugno 2008

Governare un rottame (Glossando Bukowski)

CarlettoIn Storie di ordinaria follia, da qualche parte, Carletto Bukowski scrive sul significato di governare un rottame.
Il racconto è tanto acido quanto duro.
Probabilmente corretto.
Lei è un rottame grasso.
Sporco.
Un figlio minorato.
Porta delle mutande azzurre di cotone rotte.
Carletto Bukowski spiega che il bello del trombarla sta nel senso di gratitudine che lei emana.
Grazie di accettarmi malgrado quello che sono diventata.
Un senso di gratitudine - temo - non particolarmente diverso da quello che lo stesso Carletto proverà per la ninfetta della foto.
In ogni caso, gli esperti sostengono che governarsi le brutte può dare molte più soddisfazioni che rigovernarsi le belle.
E' una soddisfazione che mi è mancata sinora.
Non mi va di sentirmi addosso la gratitudine di nessuno.
giovedì, 29 maggio 2008

Chi li ha sciolti? (Tre milioni di italiani)

Aiuto
Scorrono dei banner inquietanti.
Titolano Tre milioni di italiani sono impotenti.
Costringono a guardarsi, con rapida fuggevolezza, la povera cosa che alberga tra le proprie gambe.
Non senza una certa ansia.
Gli italiani con più di quindici anni sono complessivamente poco più di 23 milioni, sicché la percentuale di impotenti ammonta a circa il 13%.
Se poi si considera che, secondo Google, l'impotenza vede i suoi clienti principalmente dopo i 40 anni (eccoci, vien da dire) e che gli italiani con più di 40 anni ammontano a circa 13 milioni, la percentuale aumenta sino al 22%.
Quasi uno su quattro.
Brivido, terrore e raccapriccio.
Tuttavia nessuno conosce quanti milioni di donne italiane dopo i 40 anni sono sfatte, devastate, variamente deflagrate.
Difatti, se è vero che il desiderio sessuale finisce per cadere drammaticamente con l'avanzamento dell'età, è anche vero che questo può dipendere da chi dorme accanto all'erettilmente disfunzionato.
E talune anziane ragazze farebbero passare la voglia di sfogarsi anche all'orango di Brassens.
In fondo, se c'è da stupirsi, inquietarsi, interrogarsi con drammatico stupore, il vero quesito da porsi è come faccia un disgraziato a governare con un minimo di rigida soddisfazione un oggettino del genere di quello che si trova incollato qui sopra.
Se ci riescono tre italiani su quattro è comunque una bella prova della virilità di cui godono i discendenti di Romolo e Remo.
lunedì, 26 maggio 2008

Puntualità (Auguri)

torta-compleannoUna volta all'anno, più o meno, succede di compiere gli anni.
In quella occasione, arriva un certo numero di auguri.
Alcuni si ricevono senza aspettarli.
Altri si aspettano senza riceverli.
Poco importa.
Ci sono però gli auguri inevitabili.
Gli auguri di Puntualità.
Precisa.
Pignola.
Insistente.
Scrive un sms prandiale: Certe date non si dimenticano.
Azz.
Peccato che il mio compleanno fosse ieri, verrebbe da rispondere.
Se non si restasse fedeli alla consegna del silenzio.
sabato, 17 maggio 2008

Una spalla a cui appoggiarsi o un batocchio su cui sedersi? (A proposito di Biancaneve)

Immagine 3

E' straordinariamente bella.
Gira una piazza al suo incedere.
Una piazza persa nel rito dell'aperitivo.
Una piazza immersa dentro una musica sudamericana.
La piazza di Rosi, che macina pinte di negroni e litri di birra.
Improbabilmente domenicana.
Lei è nuova.
14 anni.
Forse 16.
Non di più.
Vestita come una donna.
La gonna corta.
La borsa portata come se fosse un giocattolo.
Il primo trucco, attento ma ingenuo.
I capelli lunghi di chi non ha ancora messo le barbie nell'armadio dei sogni perduti.
Cammina.
Incede.
Non attira la popolazione maschile.
Tutti troppo grandi per avere più di uno sguardo distratto.
Sono i calici di prosecco che si girano verso di lei.
Lo sguardo disperato.
Delle madri che vedono le figlie diventare belle.
Troppo belle.
Delle madri che si accorgono dalla bellezza delle figlie di essere diventate delle anziane ragazze.
Lo sguardo della matrigna nello specchio di Biancaneve.
Si appoggiano ai nuovi compagni.
E si capisce perché sono così giovani, così palestrati.
Non cercano più un uomo a cui appoggiarsi.
Cercano quello che potrebbe essere il fidanzato delle figlie.
Un batocchio su cui sedersi.
Ma anche no.
postato da: ProfStanco alle ore 12:54 | link | commenti (8)
categorie: madre, prostata, anziane ragazze, piazza savonarola
lunedì, 28 aprile 2008

Un matrimonio

Finalmente si è sposata.
In un fiorire di coriandoli e riso.
Vestita color crema.
La cipria a coprire i brufoli.
La grandine a coprire tutti.
Finalmente si è sposata.
Brutta.
Come solo una sposa brutta sa essere.
La chiesa piena di gente.
Inutilmente.
Come sempre a matrimoni e funerali.
Un po' meno ai battesimi.
Finalmente si è sposata.
Il prete blaterante.
Pieno di sé.
Pieno di parole.
Dio è gioia. E' amore. E' entusiasmo.
Cazzo, viene da dire, ma ti vedi?
Sottospecie di incrocio fra Al Bano ed un predicatore del Kentucky.
Finalmente si è sposata.
Ed è partita per il solito viaggio da dollaro debole.
Inutile sperare che non torni.
Basta evitare di rivederla.
postato da: ProfStanco alle ore 14:27 | link | commenti (9)
categorie: chiesa, tristezza, noia, matrimonio, anziane ragazze
giovedì, 24 aprile 2008

Puntualita' (Persistenze insistenti)

Primo sms:
Vorrei essere sotto alla tua scrivania...
Risposta:
A fare?
Secondo sms:
Non hai idea di quante cose si possono fare sotto ad un tavolo...
Risposta:
Tipo dare la cera?
Per ora, non ha piu' scritto.
La prossima volta, il link.








martedì, 19 febbraio 2008

Big Bamboo

Lei è una anziana ragazza.
Poco più di cinquanta anni.
Portati con l'amarezza di una abbronzatura al neon.
Largotta.
Fasciata di tailleur gessati che dovrebbero snellirla.
I denti guastati da un antibiotico che rivelerebbe l'anagrafe anche se lei volesse o potesse nasconderlo.
Il rossetto troppo vivo.
Ha superato quell'età in cui gli amici provano ad organizzare cene per proporre incontri.
E' entrata nella dimensione del Big Bamboo.
Parte - ogni anno di quest'epoca - per un tour caraibico.
O in Nord Africa.
O da qualsiasi altra parte: in Brasile, in Messico, in Giamaica, non è importante.
L'importante è poter scendere dall'aeroplano, correre verso una spiaggia, contrattare un corpo e lasciarsi stupire dal Big Bamboo.
Quindici giorni di follie al prezzo di un charter.
Quindici giorni per tornare abbronzata e sorridente.
Il volto come una latta che sta per traboccare.
Gli amici che non possono non chiedere del viaggio né fare a meno di sorridere quando risponde che al solito la cosa più difficile di un viaggio è lasciare gli amici che si sono conosciuti.
Eppure è una donna intelligente e si dura fatica a credere che possa far finta di non sapere che la sua felicità si apprezza in termini di cibo per una settimana e che lei per il suo "amico" non è che una bottiglia da riempire.
postato da: ProfStanco alle ore 11:54 | link | commenti (14)
categorie: sesso, solitudine, bellezza, dignità, anziane ragazze
lunedì, 11 febbraio 2008

Lunedi', fisiatra (nano azzimato)

E' alto poco piu' di sessanta centimetri sopra il metro.
Azzimato come solo i nanetti sanno essere.
La sciarpa di cachemire portata con un movimento ampio, quasi che non corresse il rischio di inciampare.
La cravatta che segue la moda immaginaria di chi non e' abituato a portarla ma solo a vederla su Ridge di Beautiful (si chiamava cosi'?).
Il vestito tagliato sulla moda di Frankie Cali'.
Siede impettito: il classico mezzo uomo che allontana il cuore dal culo irrigidendo la schiena.
Entra la sua dottoressa: 40 anni di un impermeabile ampio con calze nere e decollete lucide. Un sogno da luci al neon, lento ricordo di un tram chiamato desiderio.
Si irrigidisce ancora di piu', drizza il collo come se il suo naso avesse una erezione.
Non e' difficile immaginarlo steso sul lettino, con un qualche slip_esalta_pacco, della stessa ditta che produce i mocassini del miliardario ridens.
Ma - caspita e pofferbacco - possibile che ci sia gente che si finge malata per l'illusione di un corteggiamento?
In fondo anche questo e' pagare.
postato da: ProfStanco alle ore 08:30 | link | commenti (7)
categorie: eros, mal di schiena, fisiatra, anziane ragazze
domenica, 03 febbraio 2008

Lei (Una come tante, ma non se ne è mai accorta)

E' una come tante.
Non nel senso di normale, perché, in fondo, siamo tutti un po' normali.
Ma proprio nel senso di qualunque.
Una persona qualsiasi.
Però e tuttavia, non se ne è mai accorta.
E' assolutamente convinta - ferocemente convinta - convinta in buona fede di essere una persona particolare.
Così se deve arrivare ad una festa arriva all'ultimo.
Entra come se fosse Audrey Hepburn.
Ma non lo è.
Per nulla e affatto.
Perciò e allora, la sua entrata - il suo ingresso - quel penetrare la stanza come se avesse un fascino a forma di coltello non sortisce nessun effetto.
Tutto resta come prima.
Tranne lei, imbronciata su un divano, sola come solo lei sa essere sola, una bambina viziata che comincia ad accorgersi che quell'aria da lolita stona con la crema per il viso che indossa prima di andare a letto.
Forse diventa bella.
Forse, in quel momento, diventa bella.
Ma è quasi impossibile accorgersene: per come è entrata, è quasi impossibile accorgersene.
postato da: ProfStanco alle ore 10:30 | link | commenti (2)
categorie: mood, jazz, dignità, giovinezza, anziane ragazze