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un professore di diritto costituzionale che scrive un blog che non dovrebbe occuparsi di diritto costituzionale

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sabato, 16 agosto 2008

Pensieri politicamente scorretti di una bimba impertinente (Rutti II)

BimbaImpertinenteBimba impertinente: Ci ho ripensato.
--> Cosa?
B.i.: Le principesse non fanno i rutti.
--> Ah?
B.i.: Le principesse - semplicemente - non sono sempre principesse.
postato da: ProfStanco alle ore 16:55 | link | commenti (2)
categorie: bambini, bar sport, eufemismi
domenica, 27 luglio 2008

Pensieri politicamente scorretti di una bimba impertinente (Rutti)

BimbaImpertinenteCena.
Non troppo seria, ma insomma.
Bimba impertinente:
--> B U U U R R R R R P
Silenzio stupefatto.
Bimba impertinente:
--> Anche le principesse ruttano...
postato da: ProfStanco alle ore 17:14 | link | commenti (4)
categorie: bambini, mood, stranalandia, figli, eufemismi
venerdì, 27 giugno 2008

Lezioni di stile (La concubina)

BenvenutiInCasaGoriBenvenuti in casa Gori è un film.
Un film quasi incomprensibile per chi non è nato a Firenze da una famiglia normalmente plebea.
Perché è uno stato d'animo.
In cui la tristezza è un ridere sommesso e sguaiato nello stesso tempo.
Un ridere che fa parte di questa città come la tristezza coranica pavimenta Istanbul.
San Giovanni sono i fòchi.
Che sarebbero i fuochi di artificio.
Panem et circenses di produzione cinese.
Una casa per San Giovanni.
Un anziano padre ed una anziana madre che riuniscono la famiglia per vedere i fòchi.
Invitano tutti.
L'amico testimone di nozze del primo figlio.
La concubina sconosciuta del primo figlio.
Il secondo figlio.
Il suo carattere di merda.
Su tutto, una atmosfera di tragedia inelluttabile.
Appena nascosta dalle noccioline.
Esasperata dal vino caldo in una serata afosa.
Dal condizionatore a tutto volume.
La concubina è splendida.
Nel senso sguaiato e sommesso di questo aggettivo nel vernacolo quotidiano.
Se la allunga, senza poterselo permettere, si potrebbe tradurre.
Saluta come se fosse di casa.
-   Sono felice che si senta a casa sua.
Che è come dire: Non è casa tua, stai un po' al tuo posto.
L'anziano padre comincia a soffrire.
Non è uomo che apprezza le ironie.
Si parla di viaggi.
E' stata a EuroDisney ed ha cenato con le principesse ed il principe Filippo.
-   Fantastico.
Che è come dire: E chi se ne frega.
L'anziano padre porta in tavola una insalata di riso che ha visto giorni migliori e frigoriferi più efficienti.
Nessuno dice nulla.
Semplicemente si cerca di servirsi da soli per ridurre il danno.
Iniziano i fòchi.
Finiscono.
Senza riuscire a portare un'idea di spensierata fanciullezza.
Finiscono semplicemente.
Lasciando tutto irrisolto.
Come sempre.
Amaramente irrisolto.
postato da: ProfStanco alle ore 13:55 | link | commenti (8)
categorie: tristezza, firenze, figli, anziani, tradimenti, vecchiaia, eufemismi, prostata
giovedì, 24 aprile 2008

Puntualita' (Persistenze insistenti)

Primo sms:
Vorrei essere sotto alla tua scrivania...
Risposta:
A fare?
Secondo sms:
Non hai idea di quante cose si possono fare sotto ad un tavolo...
Risposta:
Tipo dare la cera?
Per ora, non ha piu' scritto.
La prossima volta, il link.








giovedì, 27 marzo 2008

Calafuria eterea

CalafuriaNon ha mai capito nulla.
Nella maniera più assoluta.
In giovane età, malgrado le robuste iniezioni di latino e greco somministrate dai padri scolopi, non è mai riuscito a distinguere un ariosto da un perfetto.
Anche il suo aspetto è lombrosianamente consapevole dei limiti che lo caratterizzano.
Ha sempre avuto uscite improbabili.
Alla maturità, dopo un esame nel quale aveva dato prova della sua preparazione inserendo Robespierre fra i sanculotti e Rommel nel settimo cavalleggeri, uscì pronunciando una frase importante: Mi sento etereo, piscerei dalla finestra.
E tanto fece.
Sotto lo sguardo sbigottito dei padri che amorevolmente avevano curato la sua formazione.
Aveva una fidanzatina.
Le era molto affezionato.
Ne parlava come di una cosa bella, fragile, commovente.
Con lei, non pareva nemmeno la bestia inconsapevole che indubbiamente era.
Oggi, l'ho incontrato.
Dopo vent'anni.
Più o meno.
Le solite parole imbarazzate.
Come stai? Cosa fai? Di chi hai notizie?
Mi è venuto da chiedergli della sua antica fidanzata.
Mi ha risposto: Chi, Calafuria?
Calafuria?
Si, Calafuria: io non lo sapevo - mi dice - ma quella maiala, mentre stava con me, prendeva più schizzi di uno scoglio a Calafuria.
Non è cambiato.
Decisamente.
Non sono riusciti a cambiarlo e forse non è stata esattamente una fortuna.
postato da: ProfStanco alle ore 09:02 | link | commenti (9)
categorie: mare, bar sport, tradimenti, amori finiti, eufemismi
mercoledì, 12 marzo 2008

Chi li ha sciolti? (Magico dr. Anubi)

anubi_3_1
Le patenti scadono con una certa preoccupazione.
In un primo momento, ci si dice: Cazzo, sono già passati dieci anni.
Subito dopo, comincia la paura di essere invecchiati, di trovarsi scritto che si devono portare gli occhiali o altre amenità del genere.
Non è con un bello spirito che si sta in fila all'autoscuola.
E come sempre in un posto di merda si incollano le cuffie alle orecchie per non sentire nessuno: né i citrulli che si sforzano di recuperare punti, con quell'aria di fuori_corso_invecchiati_male che non fa bene al cuore, né l'extracomunitario cui la lezione di guida viene fatta pagare il doppio - e con meno della metà dei sorrisi untuosi che sembrano la specialita' della casa -, né la ragazzina che compila la pratica per la patente con la mamma ed il cui seno non riesce a non essere commovente.
Finalmente la visita.
Dall'altra parte del tavolo, un tipo stanco a trent'anni, con quell'aria da seminarista smesso di tutti i militari fuori servizio.
Dieci visite in tre minuti.
Al termine dei quali si scopre di vederci come aquilotti (ed è vero) esattamente come quel falco che si e' tolto gli occhiali prima di entrare.
Si, perchè lo strumento di misura della vista è l'interrogatorio: Lei ci vede? Porta gli occhiali? Le lenti a contatto? No? Perfetto_ecco_il_certificato_sono_ottanta_euri.
E la fattura?
Mica sono il Mago Anubi.
No. Non e' il Mago Anubi.
Anche se rende la vista ai ciechi.
postato da: ProfStanco alle ore 06:28 | link | commenti (6)
categorie: bar sport, fascismi, eufemismi, prostata
domenica, 18 novembre 2007

Il torbone (un barman improbabile)

Le radici di un cocktail sono la capacità di adeguare un insieme di bevande ad uno stato di animo e di unire il tutto con un nome che possa ricordare tanto le bevande mischiate che lo stato di animo.
Il torbone è un cocktail povero, di quelli da bar di periferia, che mettono insieme la sete con la polvere.
Ha bisogno di un terzo di punt e mes, con la bottiglia slabbrata e l'etichetta lavata troppe volte per non far vedere di essere stata comprata da un gestore eccessivamente ottimista, un terzo di campari, di quelli che si usano per qualsiasi cosa perché il bitter non  può peggiorare il sapore di quello che copre, ed un terzo di acqua gassata, con una fetta di arancia.
Si può aggiungere del gin o della vodka.
Si chiama torbone, perché introduce in un mondo onirico, nel quale si può pensare di avere appena preso un torbone nel viso in un incontro di boxe truccato.
E' perfetto per una fermata ai bordi di una strada di cui non si ricorderà mai il nome, o durante una serata nella quale la televisione urla i cartoni animati ad un mal di testa diluito da troppe pasticche.
La variante con il martini rosso si chiama americano, mentre quella con il gin ed il martini rosso è il negroni.
Ma queste sono altre storie.
Molto meno polverose.
postato da: ProfStanco alle ore 16:20 | link | commenti (1)
categorie: bar sport, eufemismi
venerdì, 02 novembre 2007

Il male degli altri

Il male degli altri e' un dolore a meta'.
Un dolore che non ci appartiene, che non si puo' sentire: dinanzi al quale l'empatia suona come derisione.
Ma non e' sempre cosi'.
Invecchiando, il male degli altri diventa un dolce sollievo, una quieta allegria.
Il loro dolore fa sentire bene, tira su il morale, aiuta lo scivolare dei giorni. Niente di meglio che una visita in ospedale, ad un cronicario, al cimitero per aiutare il morale di un anziano.
C'allegria nella sua compassione, sollievo nel suo consolare.
E' li' per dimostrare a se stesso di non esserci ancora.
Si, per i vecchi, il male degli altri e' un alimento
Triste e necessario.
postato da: ProfStanco alle ore 16:36 | link | commenti (1)
categorie: dignitĂ , anziani, giovinezza, eufemismi
giovedì, 01 novembre 2007

Eufemismi

Come ti senti? Benino, ma ho una tosse secca, continua, molto fin de siecle in Costa Azzurra Non sara' meglio che ti riguardi? Ovvero se rischi di appiccicarmela, perche' non rimani a casa tua?
postato da: ProfStanco alle ore 09:45 | link | commenti (1)
categorie: eufemismi