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un professore di diritto costituzionale che scrive un blog che non dovrebbe occuparsi di diritto costituzionale

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martedì, 13 novembre 2007

Lo scacciapiccioni

Uno dei mestieri più antichi di Firenze è il trippaio.
Il trippaio è un banchino appoggiato ai margini di una strada nel quale bolle in continuazione una pentola che cuoce la trippa ed una pentola che cuoce il lampredotto.
Sono quasi tutti Apini appositamente attrezzati.
Le domande sono:
condito?
La risposta è sale, dimolto (tuttaunaparola) pepe, salsa verde. Gli eretici aggiungono il piccante.
bagnato?
La risposta dipende dal vestito. Il panino è sicuramente più buono bagnato, ma altrettanto sicuramente costringe alla tipica posizione del mangiatore stradale di lampredotto: gambe larghe, piegato in avanti, braccia ben lontane dal corpo.
Mi piacciono i panini col lampredotto.
Il loro tono da Alvaro il laido.
Di solito, però, il piacere del lampredotto è turbato dai piccioni che ti beccano fra le gambe gli avanzi del precedente avventore.
Oggi ho scoperto un nuovo mestiere.
Lo scacciapiccioni.
Un rumeno armato di scopa che scaccia i piccioni mentre mangi il panino.
Fantastico.
Speriamo non faccia la fine dei lavavetri.
postato da: ProfStanco alle ore 17:13 | link | commenti (5)
categorie: firenze, bar sport, lavavetri, comune di firenze
lunedì, 05 novembre 2007

Tor di Quinto

In questi giorni, l'omicidio di Tor di Quinto è diventato un fatto nazionale.
La politica se ne è occupata a lungo.
Un disegno di legge è diventato un decreto legge con lo scopo di agevolare le espulsioni.
Il governo rumeno ha protestato formalmente e un fatto di cronaca nera rischia di assumere dei toni internazionali.
Eppure non riesco a criminalizzare questi disgraziati che cercano di sopravvivere.
Non ci riesco e non mi sembra giusto.
Qualche giorno fa, il 17 ottobre, più precisamente Giulia ha descritto nel suo blog due bambini che accompagnavano il padre mutilato in metropolitana (http://toccaride.splinder.com).
Ho trovato questo post molto bello.
Toccante.
Giulia è tornata al campo nomadi la domenica successiva (21 ottobre, post del 22 ottobre).
E non le è successo nulla.
Può darsi che sia stata fortunata.
Può darsi che non ci torni più.
Non lo so.
So, però, che generalizzare non è giusto: ogni gregge ha le sue pecore nere.
Ma difficilmente esistono greggi di sole pecore nere.
Come esiste un disgraziato che ammazza per pochi soldi, per tanta disperazione, per nevrosi o follia, ci sono anche dei bambini che aiutano il padre a salire su un vagone della metropolitana, che strisciano insieme a lui.
Ed hanno diritto di fare notizia, anche se non hanno avuto l'idea di bruciare vivi dentro ad una baracca.
Ci facevano pena gli orfanatrofi di Ceasescu.
Ma questi che oggi abbiamo davanti sono esattamente gli stessi bambini.
Cresciuti, magari.
Diventati delle pecore nere.
Degli assassini.
Ma sono loro ed hanno diritto alla nostra stessa aria.
postato da: ProfStanco alle ore 11:24 | link | commenti (2)
categorie: politica, bambini, barbone, zingari, lavavetri, fascismi
lunedì, 29 ottobre 2007

Chi li ha sciolti? (Digos)

Fra la barzellette più idiote che l'infanzia trascina nell'età adulta c'è quella della pattuglia di carabinieri che ferma una macchina, chiede i documenti, si sente rispondere "digos" e replica "documentos".
Mi è venuta in mente stamattina quando sfogliavo la cronaca cittadina.
E' accaduto che un coraggioso burlone si è arrampicato su una porta telematica che sorveglia l'accesso al centro storico, l'ha smontata ed ha affisso una fotografia dell'assessore alla sicurezza pubblica (eufemismo per ordine pubblico) Graziano Cioni, quello che ha sottoscritto digitalmente l'ordinanza dei lavavetri, in modo da assicurarsi il diritto morale di autore su quel bell'esempio di gestione democratica dei problemi cittadini.
La digos è stata incaricata delle indagini.
Pare che quella che sembra una burla, anche abbastanza divertente, sia stata intesa come una minaccia all'incolumità dell'importante uomo politico, ovvero un attentato alla sicurezza dello Stato.
In questo modo, una barzelletta piuttosto idiota si è trasfigurata in una fiaba di Esopo, a metà fra l'insegnamento morale e la divinazione.
postato da: ProfStanco alle ore 10:10 | link | commenti (1)
categorie: assessore, lavavetri, comune di firenze, chi li ha sciolti
giovedì, 13 settembre 2007

Proposte minime per un maggiore ordine pubblico

Si è avuto modo di commentare l'audace ordinanza del sindaco del comune di Firenze, ma  digitalmente sottoscritta dall'assessore Cioni, che vieta l'esercizio del mestiere di lavavetri sul territorio cittadino.
Molti hanno plaudito alla iniziativa che attira la sinistra di governo nel campo dell'ordine pubblico.
Tuttavia sembra necessario ed indispensabile procedere anche in altri settori.
Prima di tutto, ho notato che molti immigrati hanno preso l'abitudine di mangiare nei parchi cittadini.
Oggi, ad esempio, almeno tre panchine di piazza Indipendenza erano occupate da immigrati, di sesso femminile ed età incerta,  presumibilmente di nazionalità polacca o ucraina, che divoravano il pranzo.
La situazione dà chiaramente scandalo.
Non si vede perché i bambini debbano giocare dinanzi a delle persone che mangiano, male oltretutto.
Inoltre, ho potuto accertare che almeno due di queste si ingozzavano con del pollo arrosto, mangiando con le mani e asciugando l'unto alla panchina di pietra.
Terribile il pregiudizio per il pubblico decoro ed indispensabile agire di urgenza in modo da evitare che qualche mamma italiana o qualche pensionato - italiano - si macchi la gonna o i pantaloni dell'unto polacco lasciato dal pollo arrosto.
In secondo luogo, stamane, sul presto, ho potuto individuare in  piazza Oberdan un giovane nordafricano che si lavava nella fontana.
Le movenze ferine, il corpo insaponato, l'aria strafottente non hanno potuto non colpire le brave massaie che stavano facendo la spesa e che lo occhieggiavano cupide.
Qui è indispensabile procedere con un provvedimento contingibile che vieti l'uso delle fontane cittadine per le abluzioni dei giovani immigrati, così da salvaguardare la pubblica morale e l'onestà delle brave donne italiane.
Infine, un intero angolo di piazza Savonarola è stabilmente occupato da un gruppo di peruviani, che mangia, schifosamente, gioca, rumorosamente, parla, in continuazione, ed  impedisce ai giovani di buona famiglia di crescere senza la voglia di bastonarli.
Possibile che non si sia ancora pensato a qualche provvedimento che limiti il diritto di riunione degli stranieri nei luoghi frequentati dai cittadini, in modo da salvaguardare la purezza della lingua ed il diritto ad ascoltare un italiano cortesemente fluente, libertà inalienabile dei virgulti che sono nati nella città che fu di Dante?
Adesso basta.
Tutto questo deve terminare.
I lavavetri sono una piccola parte dell'assedio che i buoni padri di famiglia stanno subendo.
postato da: ProfStanco alle ore 16:17 | link | commenti (2)
categorie: politica, assessore, lavavetri, comune di firenze
mercoledì, 12 settembre 2007

Lavavetri - La seconda ordinanza

La prima è rimbalzata su un procuratore della repubblica.
Insistono.
Con una puntigliosità degna di miglior causa.
Di certo in centro sono scomparsi gli zingarelli.
Non ti fermano più per chiedere l'elemosina.
Ma dove sono finiti?
Dove abbiamo nascosto questo problema?
C'è una strana ostinazione elettorale nel voler togliere alla destra il primato dell'ordine pubblico.
Come se la nostra costituzione non avesse volutamente ignorato questa parola.
Troppo densa del significato di un ventennio che si cercava di dimenticare.
postato da: ProfStanco alle ore 14:23 | link | commenti (1)
categorie: zingari, lavavetri, elemosina
giovedì, 30 agosto 2007

Un meraviglioso ribelle

Piazza della Libertà è un luogo come tanti.
Uno dei monumenti all'urbanistica ottocentesca che hanno preso il posto delle antiche mura di Firenze.
Oggi è una grande rotonda che accoglie il traffico quando si circumnaviga il centro storico.
Da almeno tre anni, si è arenato sul semaforo che si affaccia verso Fiesole un vagabondo di nazionalità incerta.
Vive lì.
Trascinandosi fra le macchine con un fazzoletto sudicio e lavando i fari.
Lo si incontra al supermercato, ad ore improbabili.
Il primo mattino, insieme ai pensionati che cercano un modo per passare la giornata.
Passa ore a fissare lo scaffale dei liquori.
Sempre incerto.
Un bambino in un negozio di giocattoli.
Sporco.
Inoffensivo.
Perso in un pensiero che mi piace immaginare pura poesia.
Ieri era l'ultimo lavavetri della città.
Ancora al suo posto.
Ignaro.
Stupito degli sguardi stupiti.
Un meraviglioso ribelle.
postato da: ProfStanco alle ore 12:52 | link | commenti (2)
categorie: barbone, lavavetri

Una ordinanza singolare

Mi sono permesso di trascrivere l'ordinanza del sindaco del Comune di Firenze perché mi sembrano necessarie alcune osservazioni.
Più per spirito civico che per mestiere di costituzionalista.
Prima di tutto, l'ordinanza del 25 agosto 2007 si fonda su due presupposti:
(i)     i lavavetri esercitano abusivamente un mestiere che dovrebbe essere autorizzato;
(ii)    i lavavetri sono diventati una emergenza tale da dovere essere affrontata con gli strumenti che l'ordinamento giuridico offre per rimediare a situazioni eccezionali nelle quali l'urgenza di provvedere non consente di rispettare il principio di legalità della azione amministrativa.
Il primo di questi presupposti è sicuramente sbagliato.
L'art. 121 del Testo unico di pubblica sicurezza (che prevedeva: "Salve le disposizioni di questo testo unico circa la vendita ambulante delle armi, degli strumenti atti ad offendere e delle bevande alcooliche, non può essere esercitato il mestiere ambulante di venditore o distributore di merci, generi alimentari o bevande, di scritti o disegni, di cenciaiolo, saltimbanco, cantante, suonatore, servitore di piazza, facchino, cocchiere, conduttore di autoveicoli di piazza, barcaiuolo, lustrascarpe e mestieri analoghi, senza previa iscrizione in un registro apposito presso l'autorità locale di pubblica sicurezza. Questa rilascia certificato della avvenuta iscrizione") è stato abrogato dall'art. 6, D.P.R. 28 maggio 2001, n. 311.
Di conseguenza, è venuto meno il presupposto che giustificava l'art. 119 del regolamento di polizia municipale richiamato dalla ordinanza (in questi termini: la sentenza della Cassazione penale numero 37112 del 2.10.2002).
Il secondo di questi presupposti mi pare molto discutibile.
Predicare dell'esistenza di una emergenza perché ci sono delle persone che propongono (rompendo le scatole, sicuramente, ma non meno di chi chiede l'elomosina all'uscita delle poste) di lavare i vetri è molto tranchant.
Soprattutto mi sembra difficile sostenere - senza nessuna particolare motivazione - che questa situazione sia diventata insostenibile il 25 agosto 2007: cosa ha di diverso il 25 agosto 2007 dal 25 agosto 2006 o dal 25 dicembre 1997?
C'è stata una invasione di lavavetri?
Sono venuti con una improbabile piena estiva dell'Arno?
Di più.
Se davvero esistesse una norma del regolamento di polizia municipale che impedisce ai lavavetri non autorizzati di svolgere il loro mestiere, procedere con una ordinanza sarebbe assurdo: i vigili hanno il dovere di far rispettare i regolamenti comunali e questo dovere non può dipendere da un atto contingibile ed urgente.
Ancora.
Se è come scrive il Comune, un comune che fosse una amministrazione responsabile ed al servizio dei cittadini (ovvero anche dei lavavetri e dei loro utenti) nel vietare l'esercizio di un mestiere a chi non è autorizzato, dovrebbe informare come si può ottenere l'autorizzazione.
In questo modo, il lavavetri diligente potrebbe regolarizzare il suo mestiere.
Da ultimo.
Si è chiaccherato tanto delle lenzuolate di Bersani, possibile che per i lavavetri resista una norma il cui retaggio è la necessità di tenere sotto controllo mestieri pericolosi per l'ordine costituito perché girovaghi?
postato da: ProfStanco alle ore 12:44 | link | commenti (3)
categorie: politica, lavavetri, comune di firenze

Lavavetri

COMUNE DI FIRENZE, ORDINANZA DEL SINDACO

Numero: 2007/00774

Del: 25/08/2007

Esecutiva da: 25/08/2007

Proponente: Direzione Corpo Polizia municipale

OGGETTO: Divieto di esercizio del mestiere girovago di "lavavetri"

IL SINDACO

CONSIDERATA la crescente situazione di degrado venutasi a creare nelle strade cittadine anche a causa della presenza sulla carreggiata di persone che esercitano il mestiere girovago di cosiddetto "lavavetri";

RITENUTO che i soggetti di cui sopra, nell'esercizio di tali attività, stanno causando gravi pericoli intralciando la circolazione veicolare e pedonale, bloccando le auto in carreggiata e costringendo i pedoni a scendere dal marciapiede a causa di occupazioni abusive di suolo pubblico composte da secchi, attrezzi, ombrelloni, generando disagi e ponendo a repentaglio l'incolumità personale propria e altrui;

DATO ATTO che nell'esercizio delle attività suddette ed in particolare in quella di "lavavetri" si sono verificati molteplici episodi di molestie soprattutto agli incroci semaforizzati e che ciò configura pericolo di conflitto sociale per i numerosi alterchi verificatisi, in particolare nei confronti delle donne sole;

DATO ATTO inoltre che in conseguenza all'esercizio delle attività suddette trova nocumento anche l'igiene delle strade a causa della presenza di secchi o altri contenitori e attrezzi usati per la lavatura dei parabrezza dei veicoli, nonché a causa dello sversamento dai medesimi di acqua sporca;

VISTO l'articolo 119 del Regolamento di Polizia Municipale Del.Pod.28/09/1932 e successive modifiche e integrazioni che assoggetta ad autorizzazione dell'Amministrazione comunale tutti i mestieri girovaghi;

CONSIDERATO che il mestiere di lavavetri, non essendo mai state rilasciate autorizzazioni, è quindi al momento svolto abusivamente ed esercitato con modalità tali da creare una situazione grave di pericolo per la cittadinanza e per la sicurezza, nonchè per l'ordinato svolgimento della circolazione stradale e l'igiene pubblica come sopra specificato;

RITENUTO che ricorrano pertanto le condizioni per l’assunzione di un provvedimento contingibile ed urgente che vieti il mestiere di lavavetri;

Visto l’art. 54c.2 del D.Lgs.18/08/2000 n.267 e successive modifiche - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali;

Visto l’art. 81 dello Statuto del Comune di Firenze;

ORDINA

1 - Fino al 30 ottobre 2007:

a) è vietato su tutto il territorio comunale l'esercizio del mestiere girovago di "lavavetri" sia sulla carreggiata che fuori di essa;

2 - L'inosservanza delle disposizioni di cui al punto 1 è punita ai sensi dell'art. 650 c.p. e con il sequestro delle attrezzature utilizzate per lo svolgimento dell'attività e della merce.

Agli agenti e ufficiali di polizia giudiziaria e a chi altro spetti è affidato il compito di far osservare la presente ordinanza.

Firenze, lì 25/08/2007.

Sottoscritta digitalmente da

Assessore
Graziano Cioni

postato da: ProfStanco alle ore 12:17 | link | commenti (1)
categorie: politica, assessore, lavavetri, comune di firenze