ProfStanco

un altro giorno da descrivere

Chi sono

Blogger: ProfStanco
un professore di diritto costituzionale che scrive un blog che non dovrebbe occuparsi di diritto costituzionale

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 06 giugno 2008

Mar di Marmara

IMG00081
Karidag e' una penisola piuttosto grande.
Sostanzialmente simile all'Argentario, secondo lo schema per cui ogni viaggio, alla fine, si limita ad allargare il giardino di casa.
Un Argentario con pezzi di Romito incastrati dentro.
Fa freddo, oggi.
Una definizione non lontana dalla realta' potrebbe essere: Scenari mediterranei con acque baltiche.
postato da: ProfStanco alle ore 10:24 | link | commenti
categorie: mare, mood, jazz
giovedì, 05 giugno 2008

Asia

IMG00060
I Dardanelli sono un muezzin dentro ad una giornata di sole.
Voce che si incolla sopra le onde e viene accompagnata da quattro fenicotteri rosa.
Il British War Memorial sorveglia il lato europeo del canale.
Il pilot dell'Ammiragliato britannico segnala la costa asiatica come rotta per Istanbul.
Secche e correnti.
La barca e' silenziosa.
Ordini appena sussurrati.
Paura di interrompere un incantamento.
Difficile scrivere di un amore mentre lo si consuma.
postato da: ProfStanco alle ore 08:17 | link | commenti (1)
categorie: mare, amore, dio , mood
martedì, 03 giugno 2008

Kavala

IMG00059
E' l'ultimo porto prima di centodieci miglia di mare aperto alla fine delle quali si aprono i Dardanelli.
E' un mucchio di case di cemento.
Condomini, villette, fra lo squallido e il puffeggiante.
Non lontano da Roncadelle o dalla periferia di Siracusa.
Si affacciano - rare e abbarbicate - delle case antiche.
Rare.
Cannicciato.ricoperto di intonaco come pareti.
Non e' una tecnica stupida in una zona dove due faglie continentali si toccano.
Ci vivono gli anziani.
Finche' non muoiono e le case con loro.
Acciughe alla griglia e triglie fritte.
Ovunque.
Un odore pervasivo.
Unto.
Senza allegria.
Kavala e' un internet point.
Ragazzini e videogiochi.
Pigiati su poltrone executive sdrucite.
La statua di Tomb Raider all'ingresso come l'indiano di Calderoli.
Frappe' di caffellatte e winston azzurre.
Nient'altro da fare.
Domani, i Dardanelli e Troia.
Aspetto l'Asia.
postato da: ProfStanco alle ore 22:01 | link | commenti
categorie: mare, profstanco
giovedì, 27 marzo 2008

Calafuria eterea

CalafuriaNon ha mai capito nulla.
Nella maniera più assoluta.
In giovane età, malgrado le robuste iniezioni di latino e greco somministrate dai padri scolopi, non è mai riuscito a distinguere un ariosto da un perfetto.
Anche il suo aspetto è lombrosianamente consapevole dei limiti che lo caratterizzano.
Ha sempre avuto uscite improbabili.
Alla maturità, dopo un esame nel quale aveva dato prova della sua preparazione inserendo Robespierre fra i sanculotti e Rommel nel settimo cavalleggeri, uscì pronunciando una frase importante: Mi sento etereo, piscerei dalla finestra.
E tanto fece.
Sotto lo sguardo sbigottito dei padri che amorevolmente avevano curato la sua formazione.
Aveva una fidanzatina.
Le era molto affezionato.
Ne parlava come di una cosa bella, fragile, commovente.
Con lei, non pareva nemmeno la bestia inconsapevole che indubbiamente era.
Oggi, l'ho incontrato.
Dopo vent'anni.
Più o meno.
Le solite parole imbarazzate.
Come stai? Cosa fai? Di chi hai notizie?
Mi è venuto da chiedergli della sua antica fidanzata.
Mi ha risposto: Chi, Calafuria?
Calafuria?
Si, Calafuria: io non lo sapevo - mi dice - ma quella maiala, mentre stava con me, prendeva più schizzi di uno scoglio a Calafuria.
Non è cambiato.
Decisamente.
Non sono riusciti a cambiarlo e forse non è stata esattamente una fortuna.
postato da: ProfStanco alle ore 09:02 | link | commenti (9)
categorie: mare, bar sport, tradimenti, amori finiti, eufemismi
venerdì, 07 dicembre 2007

Il freddo delle acciaierie

Per un periodo di tempo relativamente lungo, ho dormito di fronte ad una acciaieria.
La casa che mi ospitava era su una collina e di fronte, nella pianura che portava al mare, era l'acciaieria.
La notte erano fuochi che rincorrevano luci e rumori di acciai che si frangevano come onde d'altoforno.
Era un luogo che amavo.
Amavo la sua fredda inospitalità.
Perché le acciaierie, come le miniere, sono fredde, fredde di un calore che ti brucia la pelle e gli occhi.
Fredde di maglie leggere buttate sulla carne bruciata ed indossate anche nell'ombra gelida della notte.
Fredde di una luce bianca che diventa azzurra e muore arancione quando l'acciaio esce dalle siviere.
Fredde del sapore del carbon coke che ti entra nel naso e ti consuma i polmoni.
Fredde della cenere di infinite sigarette e bicchieri vuoti di caffè.
Piene di gatti, sporchi e denutriti, che si aggirano come lupi fra detriti e loppe, e cercano cibo dalle scorie d'altoforno.
Tutto questo io l'ho visto con una giacca ed una cravatta, con l'elmetto bianco della direzione.
L'ho vissuto dentro a quell'apartheid che separa gli abiti di buon taglio dagli operai, i mocassini inglesi dalle scarpe antinfortunistiche.
Ma l'ho vissuto ammirando il coraggio di gettare la propria vita dentro una macchina molto simile ad un vulcano malvagio.
postato da: ProfStanco alle ore 08:09 | link | commenti (1)
categorie: mare, fine, dignitĂ , diritto di resistenza
sabato, 10 novembre 2007

Anziani (il rinnovo della patente)

P3001Vi è un momento in cui un anziano rischia di diventare davvero vecchio.
E' il rinnovo della patente, quando rischia la condanna alla immobilità automoblistica.
Una delle condanne più severe che il nostro ordinamento conosca.
Ma se l'anziano è uno di quei terribili vecchietti con il cappellino, che un tempo guidavano delle NSU lucidissime ed oggi delle Lancia Y altrettanto lucide, ma con imbarazzanti ammaccature, il rinnovo della sua patente è un grave dilemma di coscienza per i figli.
Che sanno perfettamente di avere un padre il quale non ci vede un piffero, che ricorda una geografia dei sensi unici preistorica, che ha i riflessi dilatati nel tempo, come il suono in assenza di atmosfera.
Allora si entra in un limbo di scocciature terrificanti, nel quale l'anziano tutto pimpante, il cappellino ben calzato in testa, si sveglia e telefona la sua intenzione di prendere la macchina e fare una girata al mare per vedere se tutto è a posto, se la casa non è crollata, se il vento non ha sbarbato le piante, etc.
E ci si ritrova a moccolare dicendo: "Ma babbo, vengo anch'io, di novembre il mare fa benissimo alle bambine", per non lasciarlo solo e soprattutto per non sentirsi dire al ritorno: "Non riesco proprio a capire perché in autostrada se uno va a sessanta tutti gli suonano..."
Sarebbe bello avere il coraggio di dire che non è il caso di rinnovare la patente, che ci sono problemi più gravi nella vita di un essere umano, che per queste cose non è mai morto nessuno.
In fondo, si nasce uomini o caporali e il coraggio se uno non l'ha è difficile inventarselo.
postato da: ProfStanco alle ore 09:14 | link | commenti (4)
categorie: mare, bambini, anziani, vecchiaia, prostata
mercoledì, 07 novembre 2007

Vicino al nulla

Mi è capitato di trovarmi davvero molto vicino al nulla.
E' stato molto tempo fa.
Una giornata di inverno, mare formato, vento teso.
Buia, come sono le giornate di inverno, quando non conoscono il sole e le nubi si accavallano l'una sull'altra.
Ero in barca.
La barca correva, come sa correre in una andatura portante, bassa sull'acqua, alta sull'onda.
Indossavo una cerata scura: non ho mai amato le cerate vivaci. Le trovo stancanti. Lo so, se cadi in mare, ti vedono meglio, ma a me piace andare in barca da solo e se cado in mare comunque nessuno può vedermi.
Quella volta non ero da solo.
Decisi di lasciare il timore per regolare meglio la rotaia del genoa che si era incastrata.
Mentre cercavo di regolare la vela, in equilibrio precario, un'onda più birbante delle altre mi ha fatto cadere in mare.
Ho cercato di riprendere la superficie prima possibile, appena ho tirato fuori la testa dall'acqua, ho subito cercato la barca.
Ma era già lontana.
Vedevo solo l'albero.
E sapevo che nessuno, di conseguenza, mi poteva vedere.
Mi sono guardato intorno.
Il nulla del mare di inverno.
Nemmeno la costa.
Ho provato a nuotare ma non era facile.
La corrente mi portava ancora più al largo.
Mi sono lasciato trascinare, nuotando il minimo per restare più o meno dove ero.
Senza punti di riferimento.
Il tempo ha iniziato a scorrere.
Nella consapevolezza, assoluta, che nessuno mi avrebbe potuto recuperare prima che il freddo facesse il suo mestiere, donandomi il sonno.
Ed ho cominciato a pensare.
Un unico pensiero: si è fermato il tempo, non riesce a passare, qui rischia di durare davvero a lungo.
Si, ho pensato solo che sarebbe durato una infinità di tempo.
Finchè non ho intravisto la barca che stava tornando indietro.
A vela.
Un bordo dietro l'altro.
Come deve essere per coprire il maggior arco possibile di mare.
Si avvicinava.
Mi hanno visto.
Hanno fatto un bordo, e dopo un altro, per passarmi sotto vento in cappa, quasi immobili.
Ho alzato un braccio.
Afferrato una cima.
Mi sono issato a bordo.
Tremante.
Infreddolito.
Un sapore nuovo in bocca.
I miei amici che piangevano: nessuno pensava che sarebbe riuscito a ritrovarmi.
Era passata mezz'ora.
Mezz'ora fatta di nulla.
Mezz'ora accanto al nulla dura davvero molto a lungo.
postato da: ProfStanco alle ore 13:45 | link | commenti (4)
categorie: mare, amore, amici, amicizia, noia, solitudine, fine
martedì, 31 luglio 2007

Amici

I miei amici sono persone normali.
Alcuni si sono persi.
Altri si sono sposati.
Molti hanno figli e vite di cui cercano di non vergognarsi.
I miei amici hanno vacanze normali.
Alcuni vanno al mare.
Altri cercano i libri per l'estate.
Molti hanno trovato un modo per non sentirsi in colpa.
I miei amici sono ammalati di asincronia.
E' davvero difficile ritrovarli tutti insieme.
Per bere un bicchiere di qualcosa e ricordarsi quando a San Niccolò Franco ci chiedeva sempre 5.000lire.
Ci siamo persi.
Da tanto tempo.
E quando ci incontriamo un angolo dei nostri occhi cerca sempre qualche immagine che non esiste più.
postato da: ProfStanco alle ore 15:27 | link | commenti (5)
categorie: mare, amici, figli